Buggiano - Guida Turistica

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.: BUGGIANO
 Buggiano è un comune di 8.025 abitanti della provincia di Pistoia. Il comune si trova al centro della Valdinievole, in un territorio parzialmente collinare. Buggiano e uno dei più antichi comuni della Valdinievole.
 L'economia locale si basa prevalentemente sull'attività di industrie operanti nei settori meccanici, dei materiali da costruzione, del mobilio, dell'abbigliamento e delle calzature.
 Il nome della località deriva con tutta probabilità dal nome proprio di persona latino "Abudius", al quale venne aggiunto il suffisso "-anus" indicante appartenenza.
 Per la sua posizione collinare il territorio fu abitato sin dall'antichità perchè ritenuto un luogo strategico dal quale poter controllare l'importante tracciato viario che collegava le città di Firenze e Lucca.
 La località viene citata per la prima volta in un documento ufficiale del 979 che attesta la dominazione longobarda del territorio durante l'Alto Medioevo.
 L'effettivo consolidamento del borgo di Buggiano avvenne a partire dal X secolo, quando la comunità iniziò a costruire le proprie abitazioni sulle colline, continuando successivamente a scendere verso valle.
 Nel XII secolo Buggiano ottenne la sua autonomia comunale, con la possibilità di darsi statuti propri. Alla fine dello stesso secolo il borgo era governato da un Podestà.
 Nei secoli successivi il territorio di Buggiano fu teatro di sanguinosi scontri tra le due opposte fazioni politiche dei Guelfi (sostenitori del Papato) e dei Ghibellini (sostenitori dell'Impero), scontri che culminarono in una violenta battaglia tra i Guelfi fiorentini e i Ghibellini lucchesi, questi ultimi guidati da Uguccione della Faggiola, che devastarono il territorio di Buggiano.
 Nei primi decenni del XIV secolo la Repubblica di Firenze, in piena espansione territoriale, conquistò l'intera area della Valdinievole. Da allora Buggiano entrò a far parte dei possedimenti fiorentini e di Firenze condivise le sorti politiche e economiche.
 Dal canto suo Firenze emanò nuovi statuti che confermarono l'autonomia comunale di Buggiano.
 Nello stesso periodo ebbe inizio una guerra che vide schierati da una parte i borghi della Valdinievole e dall'altra quelli del Valdarno Inferiore, contesa originata dai mulini e chiuse che trattenendo l'acqua provocavano il suo ristagnare e di conseguenza il diffondersi delle paludi.
 Alla fine del XV secolo i borghi della Valdinievole vinsero la guerra, durata circa cento anni.
 Nel XVI secolo Buggiano entrò a far parte del Granducato de' Medici, rimanendovi fino all'inizio del XVIII secolo per poi passare sotto il governo dei Duchi di Lorena, che ebbero il governo fino alla fine dello stesso secolo.
 Durante la dominazione dei Lorena venne avviata la prima significativa opera di bonifica del territorio, cosa che giovò notevolmente all'agricoltura.
 All'inizio del XIX secolo il territorio di Buggiano venne invaso dalle truppe napoleoniche che occuparono l'intera area della Valdinievole fino al 1814, anno in cui l'occupazione francese si risolse e Buggiano entrò a far parte del Granducato di Toscana, retto dai Lorena.
 Nel 1861 Buggiano venne annessa al Regno d'Italia ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia. Tra i monumenti di maggiore rilievo a Buggiano citiamo qui la Basilica del Santissimo Crocifisso, il Palazzo Carozzi-Sannini, oggi sede della Biblioteca comunale, e il Castello.
 Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente a Buggiano segnaliamo qui la "Sagra della Salsiccia" che si tiene annualmente nel mese di settembre e durante la quale è possibile gustare le prelibate specialità tipiche del luogo accompagnate dall'ottimo vino locale.
 Il territorio, abitato prima dai Liguri, poi dagli Etruschi, ed infine dai Romani, ebbe sempre grande importanza strategica perchè dalle sue colline si dominava la vitale strada che univa Firenze con Lucca. Dopo l’età romana, tracce, rilevabili in alcuni toponimi, hanno lasciato i Longobardi. Anche Buggiano ebbe la sua famiglia di dinasti che continuarono il sistema feudale, i Lombardi di Maona, il cui capostipite Sigifredo compare in una pergamena del 991. Ma già in un documento del 1191 si citano il podestà ed i consoli che testimoniano il sorgere delle prime forme di autonomia comunale.